Fino a Qui Tutto Bene – The JRod Show

Da ragazzino andavo a giocare a baseball al parco con un amico.

Un rettangolo di prato che si adattava perfettamente ai nostri scopi perché non ci veniva nessuno, era delimitato da una recinzione abbastanza alta da diventare la nostra “fence” e da un piccolo torrente che scorreva dietro ad essa in cui si perdevano i nostri Home Run!

Uno lanciava.

L’altro batteva.

Io sognavo di essere The Kid.

Non che ne sapessi molto.

Di Baseball o di Junior.

Ma sapevo che faccia avesse e che batteva un sacco di HR

Sapevo ancora meno dei Seattle Mariners.

Alex Rodriguez, Randy Johnson, Edgar Martinez.

E Junior.

Nel mio immaginario avrebbero dovuto essere fortissimi.

Avevano il giocatore più cool della lega, cappellino all’indietro e palloni giganti con le gomme, un pitcher che avrebbe esploso piccioni e un giovane SS/3B che ancora non avevo imparato ad odiare. Sportivamente parlando.

Solo qualche anno più tardi avrei capito che quel doppio di Edgar Martinez con gli Yankees aveva salvato una delle franchigie più sfigate della storia del baseball mentre i Sonics, che in quel periodo erano una delle forze della western conference, avrebbero pagato il conto per tutti trasferendosi tristemente in Oklahoma nel 2008, lasciando orfano un stato intero.

Quando venni a sapere che Ken Griffey Jr se ne era andato a Cincinnati ci restai malissimo.

Anche qui.

Non che avessi coscienza della storia dei Reds o del valore di quel roster. Semplicemente non mi piaceva l’idea che l’idolo di una franchigia, di una città e il volto di una lega lasciasse la SUA squadra.

Cher poi Seattle aveva quel verde acqua che mi piaceva un sacco e no, Jr non lo doveva fare.

Provai una sensazione analoga solo quando Michael Jordan tornò dal suo secondo ritiro per giocare nei Wizards.

Certe cose semplicemente non dovrebbero succedere o dovresti essere talmente fortunato da non doverle vedere MAI nella tua vita da tifoso.

Fui Felice per le 116 vittorie del 2001

Fui affascinato da Ichiro

Adoro le minestre riscaldate e trovai romantico il ritorno del figliol prodigo nel 2009.

Nonostante il mio cuore ormai battesse da oltre un decennio per i Red Sox guardavo con simpatia alle vicende di Seattle e del mio primo eroe, o forse, semplicemente, del primo giocatore di cui ero venuto a conoscenza.

Sono nato nei primi anni ’80 e ho iniziato a seguire il baseball all’inizio dei ’90

Seattle è stata Junior e viceversa da che io ne abbia memoria.

Nonostante un immenso Ichiro.

E The Kid, per me, è sempre stato sinonimo di baseball.

Se ci rifletto sono più di 30 anni che seguo questo sport ed ho avuto la fortuna di vedere una quantità di fenomeni impressionanti, seppur dal famoso oceano di distanza.

Ma se chiudo gli occhi e penso ad UN giocatore non posso che vedersi materializzare lo swing del talento da Donora, PA.

Inizio però ad avere qualche capello bianco e mi rendo conto che tra poco parlerò di The Kid a mio figlio come probabilmente mio padre, se avesse mai guardato anche un solo lancio di una partita, mi avrebbe raccontato di Hank Aaron.

In questo intreccio generazionale della famiglia Ghezzi mi chiedo di chi potrebbe chiacchierare mio figlio ai suoi nani una volta diventato papà.

La lega, oggi, è piena di giocatori meravigliosi e soprattutto riconoscibili.

Tatis, Soto, Vlady, Shohei, Acuna sono probabilmente quelli di cui ha sentito parlare anche vostra madre.

Julio Rodriguez, OF dei Mariners, potrebbe essere il prossimo ad aggiungersi a questa lista.

Il rookie dominicano è diventato il giocatore più veloce della storia a collezionare 15 HR e 20 SB.

81 partite.

Ellie Burks ce ne mise 82. Kal Daniels 88. Barry Fucking Bonds 90. Eric Davis 91.

Lista impressionante.

Non vi basta?

Julio è diventato il quinto giocatore sotto i 21 anni, sempre in un intervallo di 81 partite, a mettere insieme quei numeri.

Ronald Acuña Jr Mike Trout Andruw Jones Cesar Cedeño gli altri 4.

Pazzesco.

Dopo un inizio di stagione piuttosto complicato e caratterizzato da una quantità di chiamate sbagliate inverosimili da parte degli umpire, se vi ricordate ne avevamo parlato proprio qui a FQTB, l’esterno centro dei Mariners ha cambiato marcia. Dal primo di maggio la sua slash line recita un impressionante .300/.355/.555 con 14 fuoricampo. Sulle basi è uno dei giocatori più elettrizzanti dell’intera MLB, come certificano le 20 SB che lo mettono al 1° posto della speciale classifica in AL, ed è in ritmo per chiudere la sua stagione da rookie come membro del 30/30 club.

Per voi baskettari che leggete è un po’ la trasposizione del 20+10 (assist o rimbalzi) ma più difficile.

E’ oltre il 90° percentile per AVG Exit Velocity, Max Exit Velocity, Hard Hit % e Barrell% (cit Bappeo) ed anche in difesa è un fottuto Drago.

La sua esplosione è coincisa con il ritorno a buoni livelli dei Mariners di cui si parlava un gran bene in offseason, dopo l’esaltante 2021, e che invece nei primi due mersi di stagione hanno faticato enormemente a trovare un proprio equilibrio.

La cosa che però mi ha colpito di questo giocatore, e che mi è sembrata evidente fin dai suoi primi at bat, è stata la consapevolezza dei propri mezzi, fondamentale per uscire dal quel primo periodo di difficoltà.

Ovviamente, vista l’età, oltre agli enormi margini di crescita ci sono pure alcuni difettucci su cui Julio dovrà lavorare.

Non sempre infatti la selezione dei lanci è impeccabile e troppo spesso gira la mazza quando non dovrebbe.

Il risultato sono troppi K, 16° percentile, e troppe poche basi su ball.

Un delitto per un giocatore capace di volare come lui.

Non dobbiamo però dimenticarci da dove siamo partiti e la velocità con cui siamo arrivati a questo punto.

E che probabilmente il ceiling di questo giocatore non siamo nemmeno in grado di immaginarcelo.

Vediamo dove sarà anche solo tra due anni.

Senza pretendere la perfezione.

Che fa a pugni con un gioco in cui i migliori falliscono 7 volte su 10.

Anche perché non era perfetto nemmeno Jr.

Che per me era e resterà il gioco del baseball.

Benvenuti al JRod Show!