Fino a Qui Tutto Bene – Baseball Card

La Allen&Ginter di Richmond, Virginia, è stata una delle più importanti aziende di Tabacco di fine 800.

Nata da una operazione di rebranding decisa dai due soci John Allen e Lewis Ginter fu comprata da James Buchannan Duke nel 1890 insieme ad altre colossi dell’industria del tabacco per dare origine alla American Tobacco Company e contrastare l’invasione (del tabacco) britannica

La storia sarebbe potuta andare in modo molto diverso però se solo i due soci avessero dato seguito ad una intuizione che Duke fece poi sua, cambiando la storia della produzione di sigarette.

Nel 1875 infatti Allen e Ginter, due visionari e dalle vedute piuttosto ampie, basti pensare che la loro fabbrica fu la prima dell’industria del tabacco ad avvalersi di mano d’opera femminile, offrirono una ricompensa a chiunque fosse stato in grado di “automatizzare” la produzione di sigarette. Al tempo infatti ogni sigaretta veniva rollata manualmente. Il problema fu che la macchina inventata da James Bosnak non era totalmente affidabile, un po’ come la Ferrari di LeClerc. Funzionava ma dava anche qualche grattacapo.

Fu così che i due imprenditori abbandonarono l’idea e con essa quella di restare competitivi.

Prima di venir acquisiti da Sir Duke Lewis Ginter, ormai solo a capo dell’azienda dopo il ritiro di John Allen, ebbe però una importanza fondamentale anche in un altro settore oltre a quello delle sigarette.

La Allen&Ginter infatti, a partire dal 1882, inserì nei propri pacchetti, a scopo promozionale, dei cartoncini raffiguranti, animali, piante, e celebrità sportive e non, tra le quali ovviamente non potevano mancare i giocatori di baseball.

Fu così che le Allen&Ginter diventarono le prime card di baseball prodotte e distribuite a livello nazionale.

La collezione più popolare e ricercata divenne la World Champions Series N28 e N29 del 1887 (c’è una diatriba sull’anno che molti individuano come l’88) di cui ancora oggi, se bazzicate su ebay ed avete un discreto portafoglio, potete acquistare alcuni “pezzi”.

La ceck list dei 50 atleti era ed è la seguente

  1. Joe Acton
  2. Yank Adams
  3. Cap Anson (Baseball)
  4. Theo Bauer
  5. William Beach
  6. Chas Bennett (Baseball)
  7. Young Bibby
  8. Captain Bogardus
  9. George Bubear
  10. Jimmy Carney
  11. Jimmy Carroll
  12. W.F. Carver
  13. Bob Caruthers (Baseball)
  14. John Clarkson (Baseball)
  15. Buffalo Bill Cody
  16. Charles Comiskey (Baseball)
  17. Maurice Daly
  18. Jack Dempsey (‘Nonpareil’)
  19. Joseph Dion
  20. Albert Frey
  21. Jake Gaudaur
  22. Jack Glassock (Baseball)
  23. Albert Hamm
  24. Ed Hanlan
  25. George Hosmer
  26. Tim Keefe (Baseball)
  27. King Kelly (Baseball)
  28. Jake Kilrain
  29. Joe Lannon
  30. J.L. Malone
  31. Jack McAuliffe
  32. John McKay
  33. J.H. McLaughlin
  34. John McMahon
  35. Charlie Mitchell
  36. William Muldoon
  37. Joseph Mulvey (Baseball)
  38. Annie Oakley
  39. Wallace Ross
  40. J. Schaefer
  41. William Sexton
  42. George Slosson
  43. Jem Smith
  44. Matsada Sorakichi
  45. John L. Sullivan
  46. John Teemer
  47. E.A. Trickett
  48. M. Vignaux
  49. John Ward (Baseball)
  50. Ike Weir

Allen&Ginter è stato il mio primo box da neo collezzionista di card del baseball.

No, non quello del 1888.

Nel 2006 Topps ha “ridato vita” al brand creando una collezione che riprendesse lo stile delle Allen&Ginter originali.

Pescioni e vegetali inclusi.

Allen&Ginter 2021

Da bambino ho iniziato come tutti.

L’album dei calciatori panini, e poi, da appassionato degli sport americani, le upper deck della NBA.

Upper Deck 1993/94

Da grande ho smesso come molti.

Perché cambiano gli interessi e si abbandonano i primi amori.

Poi arrivano i figli.

E qualche amico, che non ha commesso il tuo stesso errore o forse se n’è accorto prima di te.

La prima persona che mi ha riportato nel mondo delle cards è stato Alberto Milani.

Per un anno ha prevalso la pigrizia.

Poi sono arrivati Gianluca, Tommo, il Gusi e gli amici di Baseball Card Italia.

E’ difficile da spiegare, proverò quindi a farlo con le parole di qualcun altro.

Viviamo ad un oceano di distanza dalle nostre passioni.

E per quanto la tecnologia oggi abbia avvicinato i due mondi l’oceano resta oceano.

Quel pezzo di cartone 8,5 x 6 (circa) ti dà per un momento la sensazione di toccare con mano la tua passione. Di avvicinarti ad essa, di sentirne il profumo.

Le card, come le memorabilia, sono un frammento di storia dello sport che amiamo.

Ho iniziato solo da qualche mese e, probabilmente, non sono nemmeno la persona più indicata per parlare di questo argomento.

Ma credo di potervi trasmettere l’entusiasmo per un hobby che è condivisione e che si può portare avanti senza spendere necessariamente cifre assurde, o almeno non il milione di dollari e passa per una card di Honus Wagner battuta all’asta non più tardi di qualche settimana fa.

Honus Wagner: Damaged baseball card sells for $1.5 million at auction
$1,528,066 

Esistono mille opzioni e diversi “modi” di collezionare.

C’è chi completa le serie, c’è chi colleziona prospetti, c’è chi è interessato solo alle card della propria squadra e via discorrendo.

Ma la cosa però più bella, alla fine di tutto, è sedersi, magari con i propri figli, per sbucciare qualche pacchetto e tornare bambini, nella speranza di trovare la figurina del proprio giocatore preferito o del prospetto che solo noi conosciamo (per le hit bisogna passare invece da Tommo. Stranamente finiscono tutte nei suoi blasterini).

Domenica saremo al MTG, per il primo raduno di 108.

Ci sarà anche qualcuno degli amici di Baseball Card Italia.

Parlate con loro, fatevi raccontare.

Poi mi direte.

Nel frattempo rinnovo l’appuntamento per il 26, dalle 18 fino a che non saranno finite le birre, o le partite!

Vi aspettiamo, non mancate!

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