Not a Kid from San Pedro

Dany Jimenez è di San Cristobal e non è stato baciato dal talento di San Pedro.

“La Ciudad Benemerita” è nel sud dell’isola, a pochi chilometri dalla capitale Santo Domingo. Fondata nel 16 secolo e diventata la terza città per importanza della RD diede i natali, tra glia altri, al dittatore Rafael Trujillo, ucciso nel 1961 dopo un trentennio di regime fascista.

Nel 1937 Trujillo capì che il baseball poteva diventare strumento attraverso cui ottenere il consenso da parte del popolo. Perché Il baseball era lo sport del suo popolo e forse l’unica cosa sull’isola che in quel momento non era sotto il suo controllo. A rafforzare questa convinzione era poi stata la sconfitta nella stagione precedente delle Tigri del Licey, di cui il dittatore era tifoso, nella finale del campionato con Estrellas, la squadra di San Pedro de Macoris, una piccola città situata nella parte orientale dell’Isola.

Un affronto inaccettabile.

Trujillo si rese subito conto che non gli sarebbe stato sufficiente “rafforzare” le Tigres e decise così di prendere il meglio dei due team rivali della capitale, Licey e Escogido, per formare una nuova squadra.

I Ciudad Trujillo Dragones.

1937 – Ciudad Trujillo Dragones

Una sconfitta dei Dragones nel campionato sarebbe stata un’onta difficile da sopportare, ancor più di quella del Licey nel ’36. Trujillo decise così di ingaggiare i migliori giocatori della Negro League, li riempì di soldi e si assicurò vittorie e campionati. 

Satchel Paige, Josh Gibson, Cool Papa Bell e molti altri ancora.

Nel suo libro, I will pitch forever, old’ Satch dedica una parte importante alle sue avventure nei caraibi. La migliore resta, dal mio punto di vista, quella in cui Paige racconta di quando Trujillo lo convocò nei suoi uffici dopo che l’ace si era apparentemente rifiutato di perdere una partita. Il problema, racconta Paige, era che nessuno glie lo aveva detto, o per lo meno non in una lingua a lui comprensibile.

Old Satch – Dragones

Oggi i Dragones non esistono più, la rivalità tra la squadra del dittatore, Le Tigres del Licey, e quella del popolo, i Leones dell’Escogido è tornata a dividere la capitale e San Pedro de Macoris, la pietra dello scandalo da cui tutto partì, è diventata forse la fabbrica di talento più incomprensibile della storia dello sport. Almeno per quello che riguarda le 108 cuciture.

Tatis, padre e figlio, Sammy Sosa, Miguel Sano, Johnny Cueto, Robinson Canò e potremmo andare avanti per ore.

Una percentuale imbarazzante dei dominicani che ogni anno arrivano in MLB proviene da quella piccola città nella punta orientale della Repubblica dove oggi Tatis padre, presidente delle Estrellas Orientales, ha una delle accademie di baseball più famose dei caraibi.

Una specie di Curse, senza il Bambino, ma in salsa dominicana, con Trujillo nella parte di Henry Frazee, che invece di Ruth si vede lo spirito del gioco, e San Pedro de Macoris ed i suoi talenti in quella degli anelli degli Yankees. Con una variazione importante sul tema. Trujillo vinse e molto, condannando però il baseball dominicano all’oblio per oltre un decennio. Ad Estrellas toccheranno, tra il 68 ed il ’19, 51 anni d’astinenza fino a quando un giovanissimo Tatis jr regalerà il quarto titolo della storia agli Orientales (non a caso sono considerati i Cubs della LIDOM).

Ve l’avevo anticipato che era un paragone in salsa dominicana.

Dany Jimenez non è stato baciato dal talento di San Pedro. Eppure, attualmente, è uno dei primi 10/15 closer della MLB.

E’ nato a San Cristobal. Come Trujillo. E come l’ex dittatore è stato tifoso delle Tigres del Licey con cui ha esordito nel 2018. Non è andata benissimo. In 4 stagioni, dal ‘18 al ‘21 è salito sul monte per un totale di 21 inning collezionando 1 W e 1 L. Media ERA di 4.71.

Nulla di indimenticabile.

In mezzo la girandola nelle minors della MLB e l’incredibile primato della doppia scelta nel Rule of 5 Draft. Un sistema perverso tipico di una lega complessa che serve però ad evitare che le squadre “nascondano” i propri prospetti troppo a lungo, costringendole sostanzialmente o a metterli in campo o a renderli disponibili per gli altri team.

Un esempio piuttosto famoso? Garrett Whitlock. Un tempo bombers, oggi ace dei Red Sox.

La prima vera occasione per Jimenez arriva nel 2020, sempre nella baia, ma con la maglia dei Giants. Non funziona, o forse non c’è semplicemente il tempo per farla funzionare. E’ l’anno del covid e delle 60 partite.

Gli A’s, che già ci avevano provato con lui precedentemente, se lo riprendono nel offseason 2021 dopo che Dany nel si è ben comportato nella stagione precedente con la maglia Bisons, il team di triplo A affiliato a Toronto.  

Pitcher destro ha due e due soli lanci, come normale che sia per un closer: fastball, con uno usage del 40%, e slider, il pezzo forte del repertorio.

Se lancia nella zona di strike fa girare a vuoto la mazza come praticamente nessuno nella lega ma genera poco o nulla quando esce dalla stessa. Questo si traduce in basi-ball e qualche palla colpita bene di troppo, perché costretto ad entrare.

Lo spin della fastball, che tira intorno alle 94-95 mph, è sotto media ma la palla ha un buon movimento verticale. E’ il lancio con cui cerca maggiormente di portarsi avanti nel conto.

La slider invece la usa per chiudere i giochi. Soprattutto contro i battitori destri. Come per la fastball il movimento è verticale, tanto da farla sembrare una curva 12-6. Giusto per darvi, con un dato facilmente comprensibile, l’efficacia di questo lancio. Di 175 slider lanciate da Jimenez i battitori avversari hanno ricavato la miseria di 1 singolo.

Gli A’s, che inizialmente lo usano tra settimo ed ottavo inning, con l’infortunio di Trivino si trovano costretti a provarlo come closer.

La prima salvezza in carriera arriva contro Tampa il 14 Aprile.

Da quel momento ne arrivano 9 in altrettanti tentativi. Per il primo punto subito invece ci sono voluto io e la mia voglia di raccontarlo.

FIP e Whip sono da videogioco, livello rookie. Il K/9 buono, non è Josh Hader, mentre deve lavorare sulle basi ball, troppe e che più di un occasione lo hanno messo spalle al muro. Genera tante groundball, siamo vicini al 50%, e concede poche hard hit. xERA e XwOBA sono da elite della lega.

Il problema, in questo momento, è che se con la slider è praticamente ingiocabile viene colpito duramente sulla fastball. Ed è difficile pensare, nel lungo periodo, che possa mantenere questo livello di prestazioni affidandosi unicamente ad un lancio.

Il campione è ancora ridotto ma i dati che abbiamo ci suggeriscono che una regressione sia da mettere in conto. Ovviamente il coaching-staff degli A’s lavorerà su questo aspetto e dal risultato di questo sforzo dipenderà la longevità di una carriera sempre in salita. Jimenez può diventare l’ennesima gemma di una franchigia che ha nella capacità di tirar fuori il meglio da chiunque il suo talento più evidente, o una meteora, di quelle luminosissime, che tra Aprile e Maggio solcano i meravigliosi cieli della MLB dissolvendosi poi velocemente.

Perchè Dany Jimenez è di San Cristobal, e non è stato baciato dal talento di San Pedro.

Lo sa lui, lo sanno tutti.

E forse, in fondo, la sua forza è proprio questa.