1° base con Alex: Max Scherzer, l’ultima alba nel Queens

Il game-changing move della National League è arrivato. La mossa che sposta gli equilibri, che cambia la percezione del gioco ristabilendone le regole e forse anche le egemonie.

Max Scherzer è arrivato a New York City, nel Queens.

Tutto dopo che il caos ha regnato ancora una volta sovrano nella città che non dorme mai, ma facciamo un passo indietro. L’ambiente Mets si era infiammato nel 2020 grazie alle manovre societarie che avevano portato le ciocche di capelli agrento bluastre di Francisco Lindor via da Cleveland per farle risaltare sotto la luce dei grattacieli, ed insieme a lui Steve Cohen aveva aggiunto l’esperienza del braccio di Carlos Carrasco alla Grande Mela. Una presenza magnetica, quella di Lindor, con sorriso accattivante e personalità vivace quanto basta per rivitalizzare uno spogliatoio assopito come quello di Luis Rojas (26-34 nel 2020). Un segnale che non lasciava dubbi sul fatto che i Mets avrebbero voluto riprendersi New York, la National e l’intera MLB. Quantomeno di lì a breve.

Nel 2020 Lindor e Carrasco avevano aiutato gli allora Indians a raggiungere la quarta qualificazione per la post-season in cinque anni, ma la loro prima a Citi Field non ha fatto altro che muovere la classifica divisionale newyorkese dal quarto al terzo gradino del podio e nulla più. Tradotto in newyorkese: fallimento. Dunque New York si era accesa rovente ma poi si era beccata un ritorno di fiamma dritto in faccia perchè questa città non ha nè pazienza, nè pietà. Non le ha mai avute e non le avrà mai.

Caos dicevamo, dopo l’iniezione di raro ottimismo che mancava al mondo Mets da quella cavalcata datata 2015. Quella con deGrom, Syndergaard, Matt Harvey e Bartolone Colon nei panni dei quattro cavalieri dell’apocalisse sul monte di lancio e di quel sogno andato in frantumi sull’infinito campo dei Royals, più largo del big blue sky. I media in città pompano concetti e aspettative, nel bene e nel male. Un meccanismo ciclico che non risparmia nessuno e che, soprattutto, non fa sconti: ad esempio quando le cose girano nel senso giusto sembra che Jeremy Lin possa essere messo sullo stesso ripiano di Michael Jordan, ma quando girano male Amar’e Stoudemire è un fallito. Punto a capo.

Quindi la NY di Cohen scende in campo con presunta prepotenza per regnare e dopo una stagione che potenzialmente si può considerare transitoria, sia per mettere equilibrio nelle gestioni, sia per creare l’alchimia nel gruppo, la squadra viene messa alla gogna per mancanza di risultati.

Una delle dinamiche più complesse nel mercato del baseball MLB è quella di assicurarsi uno shortstop nel suo prime, è quella di poter disporre di una presenza carismatica all’interno dello spogliatoio che possa offrire sicurezze dal mezzo del diamante ai compagni stessi, oltre che a tifosi e a chi paga lo stipendio a fine mese! Poi la stagione di Lindor è stata la peggiore da quando il portoricano gioca nella lega maggiore, ma di certo il suo personaggio potrà ritrovare la via maestra con un pò di pazienza. Anche qui non ci sono molti dubbi perchè le qualità di certo non mancano…

La stagione 2021 finisce con la vittoria degli Atlanta Braves, i rivali dei Mets, che compiono una grande impresa e che fanno rifiorire l’essenza del batti e corri. Quella natura inspiegabile (e allo stesso tempo immutabile) per la quale alla fine non è il salary cap a doverla necessariamente spuntare; in quel senso i Dodgers, a fronte di tutti i soldi spesi, sono quelli che pagano la dura lezione del baseball con frequente puntualità. Però i Dodgers ultimamente sono sempre lì, e per esserci investono fior fior di quattrini assemblando squadre da fantascienza. Non importa se poi l’anello da mostrare agli amici sia uno solo, perchè uno è meglio di zero e quantomeno lo si può indossare.

Concetti semplici e scontati, che non hanno bisogno di particolari spiegazioni. Ma che a qualcuno a nord-ovest del Queens non entrano più in testa, o se vogliamo non escono più dal portafogli… e infatti gli Yankees da quando hanno deciso di diventare dei chirichetti che rispettano i tetti salariali non vincono più. La scena di New York, però, ha bisogno di un protagonista che magari vesta anche il costume del salvatore: è sempre stato così per NY, altrimenti il buon Spiderman avrebbe scelto di abitare a Cinisello Balsamo dove gli appartamenti costano un pò meno rispetto al Lower East Side di Manhattan.

Il protagonista, oggi, rimane Steve Cohen, che a suo modo recita le parti del Bruce Wayne a Gotham. Ma poi il vestito di Batman lo farà indossare a Mad Max.

Scherzer arriva assieme alle celebrazioni del Ringraziamento, proprio quando il fervente proprietario dei Mets veniva deriso dai colleghi nell’ombra mentre la franchigia sembrava allo sbando. Un colpo di mortaio che esplode in mezzo alle pistolettate della free agency perchè Max Scherzer è il nome più pesante tra quelli degli agenti liberi. Max Scherzer è un giocatore dei New York Mets. Max Scherzer si preparerà a lanciare davanti a quel pubblico che spesso gli ha bombardato le orecchie di fischi quando giocava con i Washington Nationals; ma lo stesso pubblico ostile, dopo ogni batosta subita da Max, nel tragitto post partita sulla subway verso casa ripensava nella sua mente a quanto sarebbe stato bello avere un eroe come Scherzer da schierare sul monte di lancio. Perchè Thor era figo, sì. Era anche esteticamente bello da vedere (non solo fisicamente, ma proprio nelle movenze) e il suo K era roboante. Ma Scherzer…

Ora, Scherzer non ha bisogno di presentazioni e nemmeno di elogi. Chi è lo sappiamo, cosa può fare anche. Che sia un vincente è altrettanto risaputo e oggi, a ridosso di un preoccupante lockout in MLB, ci fermiamo a riflettere davanti al fatto che il suo viaggio nella Major League non è ancora finito. Tre anni a 130 milioni di dollari, 37 anni compiuti da un pò, ma non importa perchè la sua carta d’identità non dovrebbe essere un problema. Non ancora quantomeno. Il vero problema è degli altri, di coloro che sono rimasti a guardare esitando e che, domani, dovranno affrontare il one-two punch più letale tra quelli che le brevi memorie possano ricordare: Jacob deGrom che lancia il sabato e Max Scherzer che gli fa eco alla domenica sera!

Un pò come salire sul ring sapendo di dover affrontare Hulk Hogan e Macho Man nel tag team. Buona fortuna…

Che poi dire one-two è pure sbagliato se vogliamo, perchè chi tra Scherzer e deGrom è il secondo? Domanda esistenziale, come quella del “è nato prima l’uovo o la gallina?”

Ma la risposta non è così essenziale, ce li ritroveremo lì e ce li godremo in tutto il loro talento. Incantanti davanti al perfetto mix tra tecnica e potenza. La miscela atomica che potrebbe generare qualcosa come cinquecento strikeout in due, magari toccando addirittura i seicento nelle fantasie più perverse e nella migliore delle situazioni. Perchè no?

A Citi Field saliranno sul monte di lancio la bellezza di 5 Cy Young: due li mette Giacobbe, il padrone di casa, altri tre li piazza la nuova stella Mad Max. Per il bene dello sport bisogna sperare nell’integrità della salute di questi due campioni perchè gli anni sono passati e le fatiche si sentono. Inoltre qualche problema fisico c’è stato in entrambi i casi ma con minuziosa attenzione, questa è una casistica che si può gestire. Inoltre attenzione, perchè il lockout che peraltro vede Scherzer impegnato in prima linea, potrebbe tagliare il numero delle partite sul calendario e se ciò dovesse succedere non è detto che per i Mets sia uno svantaggio, anzi. Non tutti i mali vengano per nuocere: meno partite sul programma di lavoro, meno sforzo per le braccia dei veterani che così potranno essere meno sfruttati raccogliendo maggiori possibilità di raggiungere i playoffs intatti. Il vero obiettivo rimane quello in fin dei conti.

A pochi giorni dall’annuncio di Scherzer, i Mets hanno messo sotto contratto anche Mark Canha con un contratto da poco oltre una trentina di milioni e una club option nel 2024 a rimorchio del deal precedentemente firmato con Starling Marte, altro innesto importante per il roster.

Braccia ed esperienza. Il processo di crescità dei Mets cercava solidità e possiamo dire che la abbia trovata, probabilmente anche più di quella che serviva ma poi è risaputo che le sicurezze in tal senso non sono mai abbastanza. La scena minore del baseball newyorkese alza la voce in un processo molto similare a quello che ha visto i Brooklyn Nets scavalcare le ambizione dei Knicks (originale/radicata squadra cittadina) nella NBA.

Nel dicembre del 2021 i New York Mets sono la prima squadra di New York City e l’impressione è che lo saranno per un bel pò.

A scrivere questa sentenza pesante per la fazione dei Bronx Bombers è un temerario tifoso Yankees, che non abbandona certo la sua fede ma che nonostante tutto ha sempre adorato i Mets e la scena sportiva della Big Apple, al punto di dedicargli una parte nella pubblicazione del libro Winners Out – sport e gloria della New York anni 70.

In questa fase i New York Mets hanno fatto tutto ciò che i tifosi Yankees (e non solo) avrebbero voluto veder realizzare da parte del loro front office, il quale si è tutelato con Gerrit Cole ma poi ha utilizzato lo stile del chi si è visto si è visto (e perdonate ma le risposte non sono Rizzo o Gallo). Quindi Max Scherzer non è solamente la superstar che giunge in città riaccendendo il sogno di scalare la vetta del mondo laddove l’ultima bandiera venne piantata nel 1986.

Max Scherzer è uno statement, una dichiarazione di indipendenza che pone i Mets e i loro sogni al di sopra di tutto.

@AlexCavatton sport addicted dal 1986
Amministratore di Chicago Bears Italia
Penna di Huddle Magazine dal 2018
Fondatore di 108 baseball su Cutting Edge Radio

Autore dei progetti editoriali:
"Chicago Sunday - 100 anni di Bears"
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