1° base con Alex: Red Barrett, l’impossibile

Nel luglio del 2015, un paio di giorni dopo le celebrazioni dell’Indipendenza, sul monte di lancio del U.S. Cellular Field, Chris Sale regala ai tifosi White Sox una notte da favola. Nei 9 inning giocati, la Chicago del sud supera Toronto per 4-2, e fin qui nulla di speciale; Chris Sale apre e chiude la sfida, subisce 2 run e mette a segno 6 strikeout, ma gli spettatori vedono le lancette dell’orologio volare e nemmeno il tempo di ordinare la seconda birra che è già ora di lasciare le tribune. Dal primo lancio è trascorsa 1 ora e 54 minuti, e in tempo record la fermata sopraelevata della Sox-35th sulla Red Line della CTA si affolla di gente che torna a casa.

Mi sarei trasferito a vivere a Chicago circa un mese dopo, e l’eco della partita più veloce degli ultimi anni era rimasto nell’aria. Il mancino di Sale aveva abituato i bar della città del vento al pienone, e quando l’asso tirava c’era bisogno di cercar una sedia al pub almeno mezz’oretta prima dell’inizio delle sfide. La cosa può sembrare normale vista da fuori, ma i bar di Chicago sono infiniti, e non tutti li frequentano per il baseball; coi Cubs che di lì a poco si sarebbero giocati le World Series, le file per entrare nei bar duravano anche 2 ore, specie nel nord della città, ma per una semplice partita di regular season prendere posto 30 minuti prima dell’inizio era abbastanza fuori dal comune. Solitamente succede nel football quando giocano i Bears, in quel caso i locali esplodono fin dalle prime ore del mattino, ma nel baseball mai.

Lo straordinario evento durato meno di 2 ore, quando sappiamo tutti che per un match di baseball le ore sono almeno 3 ad andar bene (sempre a Chicago ho assistito ad uno Yankees-Cubs da 18 inning, uguale a oltre 9 ore…), la storia delle partite più brevi di sempre mi ha incuriosito e nelle mie ricerche spunta il nome di Charles Henry Barrett, detto “Red”.

La carriera di Barrett ha inizio a Cincinnati, coi Reds ovviamente, in un disastroso 1937 con cambio di panchina in corsa tra Chuck Dressen e Bobby Wallace: l’esordio di Red ai Reds passa inosservato perchè il 56-98 di fine anno pesa decisamente di più, tuttavia il lanciatore californiano di Santa Barbara prosegue e le sue medie nei 4 anni a Cincinnati non sono poi così male nei 2 anni a seguire, fino al 1940 in cui la sua ERA crolla drasticamente toccando il 6.75.

Complice l’incombenza della Seconda Guerra Mondiale, Red rimane lontano dai diamanti per circa 3 anni, fino al 1943 quando i Boston Braves lo mettono sotto contratto. I Braves, già, giocavano a Boston dal 1871 e ci rimasero fino al 1952 quando si trasferirono prima a Milwaukee, e poi ad Atlanta, dove dimorano tuttora. Avevano un simbolo blu con una B gotica, che ricorda molto la D dei Detroit Tigers.

Passa la prima stagione, e arriviamo al 1944, precisamente al 10 agosto: Red Barrett ritrova i vecchi compagni di Cincinnati da avversario, e qui succede qualcosa di straordinario. Dal mound di Crosley Field, il destro di Barrett piega i Reds con uno shoutout da sogno, 58 lanci per chiudere l’incontro che i Braves vinceranno 2-0. Il complete game dura 75 minuti, qualcosa di favoloso, impressionante, impronosticabile!

Nessuno nella storia del baseball professionistico aveva chiuso una sfida di 9 inning utilizzando soltanto 58 lanci. Nessuno tranne Red Barrett!

La leggendaria performance di Barrett però, non fu la più veloce registrata in una partita perchè circa 25 anni prima, il 28 settembre 1919 la sfida del Polo Ground tra New York Giants e Philadelphia Phillies vinta 6-1 dai newyorkesi, durò la bellezza di 51 minuti, roba da chiedere il rimborso del biglietto!!!

Jesse Barnes vinse l’incontro per i Giants lanciando un complete game con 2K e senza concedere nessun walk, mentre il rivale di Phila, Lee Meadows, completò anch’esso l’incontro ma perdendolo. George Kelly, soprannominato “High Pockets”, colpì 3 valide segnando una volta.

Ma come ricorda il Los Angeles Times, la partita più veloce della storia del baseball professionistico andò in scena 3 anni prima: il 30 agosto 1916 ad Asheville, nella Carolina del Nord, gli Asheville Tourists e i Winston-Salem Twins si affrontarono in un incontro da… 31 minuti!

Era una partita di regular season nella Class D, e secondo CBSsports.com i Twins avrebbero dovuto prendere il treno di ritorno alle ore 3:00 del pomeriggio. La partita era programmata per iniziare alle 2 pm, bel problema, così le squadre si accordarono per anticipare il primo lancio di una trentina di minuti. I lob in battuta non si risparmiarono, e le mosche ebbero paura ad avvicinarsi perchè gli swing volavano a caso e già dal primo lancio! Così i Twins vinsero l’incontro più veloce e bizzarro della storia per 2-1, e lo fecero finire ancor prima dell’orario in cui questo era stato programmato! Di quei tempi guai a perdere il treno…

Leggende, quelle più belle, del baseball di inizio secolo, che sono tanto lontane quanto attuali. Le trovo sempre incredibili. Ma quello che fece Red Barrett è oltre qualsiasi più rosea immaginazione, perchè vincere una gara MLB in 58 lanci, è qualcosa di impossibile. Impossibile come Barrett.

@AlexCavatton sport addicted dal 1986
Amministratore di Chicago Bears Italia
Penna di Huddle Magazine dal 2018
Fondatore di 108 baseball su Cutting Edge Radio

Autore dei progetti editoriali:
"Chicago Sunday - 100 anni di Bears" / aprile 2019
"Winners Out - Sport e gloria della New York anni 70" / maggio 2020

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