1° base con Alex: “Gonzo”, l’uomo che mise in ginocchio Mo.

Il momento che può cambiarti la vita. Luis Gonzales.

World Series 2001, finale del 9° inning, basi cariche. Game 7, la resa dei conti: sul monte di lancio il closer più forte di tutti i tempi, Mariano Rivera, impegnato a salvare il risultato ed a portare l’anello a New York City, l’ennesimo.

Gonzo è 0 su 4, svirgola la prima battuta. Strike-one. Mariano respira, Gonzales chiama il tempo e guadagna qualche secondo per ristabilirsi. Parte il secondo lancio e la mazza di Gonzo tuona sul cielo dell’Arizona e quando la pallina tocca il centro del BankOne Ballpark sentenziando la valida alle spalle della 2a base pinestripe, i Diamondbacks sono i nuovi campioni del mondo.

I migliori giocatori della serie sono Randy Johnson e Curt Schilling, ma nessuno se lo ricorderà perchè la battuta di Luis Emilio Gonzales è tutto ciò che resterà nella memoria dei 49.589 spettatori presenti allo stadio, ai quali si aggiungono svariati milioni sincronizzati davanti alle televisioni in quella serata del 4 novembre 2001.

Joe Torre, il manager Yankees, osserva i festeggiamenti dei padroni di casa pietrificato. Le immagini della lunga serie gli scorrono davanti agli occhi e la domanda sul come si sia potuto giungere a questo gli rimbomba nella testa con maggior risonanza rispetto alle urla liberatorie di chi lo circonda. Il disastro Yankees si completa col 3-2 di quegli istanti infiniti dopo che, preso il vantaggio 3-2 nella serie, il team newyorchese si era visto sbriciolare in game 6 dal roboante 15-2 Diamondbacks. La vittoria di gara 6 diventa determinante per i destini di Arizona che trova l’energia per rimontare e vincere con stile.

Gonzo corona il sogno di una vita, giunto dopo i 57 home run della stagione regolare in cui sfiora il titolo di MVP; una carriera straordinaria che si racchiude in un minuto di video che riesce ancora oggi ad emozionare (o a far disperare) le persone a seconda dei punti di vista.

Doveva andar così, il primo titolo della storia di Arizona resta negli annali del baseball come uno dei più belli e certamente più sofferti di sempre e la firma sul retro del magnifico dipinto la mette Gonzales.

Una carriera da 354 home run, 1.439 RBI, quasi 2.600 partite e un .283 invidiabile, eppure tutto quel che ci ricorderemo è un single nemmeno poi così pulito. Ma tanto basta per entrare nella leggenda.

Alex Cavatton, sport addicted dal 1986. Nato alle porte nordest di Milano e cresciuto giocando a pallone nel mito del Milan degli invincibili, ho fatto amicizia con gli sport americani durante le scuole superiori ad eccezione del basket NBA già familiare durante i gloriosi anni ’90. A Jordan e i Bulls preferisco Ewing e i Knicks, e dopo un'esperienza a New York City nel 2011 mi vesto pinstripe avvicinandomi anche agli Yankees signori del baseball. Ma è il football americano lo sport che considero più appassionante, la simpatia per i Bears si trasforma in pura ossessione e dopo essermi trasferito a Chicago nel 2015 ho totalmente perso il controllo. Prima penna di Chicago Bears Italia e stretto collaboratore di Huddle Magazine per il quale curo la rubrica Area 54 interamente dedicata al team della Halas Hall ed altri contenuti NFL.
Autore di "Chicago Sunday - 100 anni di Bears" e "Winners Out - Sport e gloria della New York anni 70".
Fondatore di 108 baseball su Cutting Edge Radio e ideatore delle rubriche "Prima Base con Alex" e "Paisà".

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