Paisà: Sal Bando, il capitano

Quando sentiamo parlare di three-peat le nostre memorie volano dritte ai Bulls di Jordan, e dove altrimenti? Mi sembra giusto perchè quelle triplette di Chicago durante gli anni Novanta resteranno nel cuore di tutti gli appassionati di sport a prescindere dalla fede. Ma il termine three-peat è stato coniato ben prima dei tempi dorati della pallacanestro sebbene sia attraverso questi che l’utilizzo nel gergo comune abbia preso il largo.

La prima metà degli anni Settanta infatti, è stata segnata dal marchio di un’altra dinastia dello sport americano che però non è riuscita a far rimbombare l’eco dei suoi trionfi per svariate ragioni (alcune delle quali le troverete nel film Moneyball di Bennett Miller, quello con Brad Pitt spesso citato nei nostri podcast).

Dopo questo indizio sappiamo quindi che si parla di Oakland A’s. Solo che il nostro racconto inizia un pò più a est della California, perchè prima di approdare nella Baia gli Athletics giocavano a Kansas City. Andando con ordine gli A’s sono nati nel 1901 a Philadelphia, si sono trasferiti a Kansas City nel 1955 e tredici anni più tardi hanno traslocato nuovamente dirigendosi a Oakland. Un coast-to-coast singolare in vero stile americano attraverso il paese.

Siamo a Kansas City dunque, al sesto round del 1965 MLB June Amateur Draft gli A’s selezionano Salvatore Leonard Bando, dalla univeristà di Arizona State. Nella prima parte della sua carriera Bando ha fatto presumere che un ingresso nella Hall of Fame non sarebbe stato così impossibile, ma come alcuni dei suoi compagni di squadra negli A’s (con la notevole eccezione di Catfish Hunter e Reggie Jackson) la sua produzione è diminuita con il passare delle stagioni. Tuttavia, è rimasto un ottimo giocatore: disponeva di buona potenza, paziente al piatto quanto bastava per guadagnare le basi su walk e abile nel punto caldo. La capacità di difendere la terza base è stata la sua più grande forza e Sal non aveva evidenti punti deboli come giocatore. Bando era un difensore solido e sebbene non fosse veloce, era un corridore intelligente che sapeva cosa fare e quando farlo. Ha sfruttato al massimo i suoi punti di forza e ha lavorato molto duramente per eliminare le proprie debolezze.

Queste sono le ragioni per le quali Bando, dal 1971 al 1975, è stato il capitano degli A’s (che a quel punto giocavano a Oakland).

Gli A’s capitanati da Bando hanno vinto un three-peat laureandosi campioni nel 1972, ’73 e ’74. Il gruppo del 1973 è considerato il migliore del triennio celeste, poiché la rotazione prevedeva tre vincitori di almeno 20 partite mentre l’attacco ha guidato l’American League nei punti segnati. Vida Blue (20-9, 3.28 ERA), Ken Holtzman (21-13, 2.97 ERA) e Catfish Hunter (21-5, 3.34 ERA) erano i tre assi della squadra. Rollie Fingers, Hall of Fame closer (22 SV, 1.92 ERA) era lì per sbattere la porta in faccia alle ultime speranze degli attacchi avversari. Un quartetto d’archi da libri di storia.

In attacco, Reggie Jackson (.914 OPS, 32 HR, 117 RBI), Sal Bando (.873 OPS, 29 HR, 98 RBI) e Gene Tenace (.830 OPS, 24 HR, 84 RBI) spianavano la strada, mentre Bill North (53 SB) e Bert Campaneris (34 SB) apparecchiavano la tavola.

Sal Bando era un grande giocatore e uomo spogliatoio che in molti consideravano il cuore della dinastia A’s dei primi anni ’70. Bando arrivò secondo nella votazione per il premio Most Valuable Player nel 1971, dietro al compagno di squadra Vida Blue. Nelle World Series del 1973, quando il proprietario degli A’s Charlie Finley punì il seconda base Mike Andrews dopo aver commesso due errori contro i Mets tentando di scaricare l’infielder, Bando indossò una fascia nera al braccio per mostrare la sua solidarietà con Andrews. Il resto degli A’s emulò Bando, e il commissioner MLB ‘Bowie Kukhn’ sentì la necessità di intervenire vietando la protesta. Di contro però, evitò anche di far licenziare Mike Andrews.

La sua avventura a Oakland è terminata nel 1976, quando ha deciso di firmare da free agent con i Milwaukee Brewers. Bando è rimasto ai Brewers per cinque stagioni fino al 1981, anno del ritiro definitivo dai diamanti. Sal Bando è rimasto nel Wisconsin anche dopo aver appeso mazza e guantone al chiodo, contuniando a partecipare attivamente alle iniziative della comunità di Milwaukee. Nel 1991, Sal è stato nominato General Manager dei Brewers: nella sua prima stagione da dirigente ha orchestrato un team da 90 vittorie e 72 sconfitte, ma i fatti legati all’arbitration di Paul Molitor nel 1992 gli hanno fatto toccare il punto più basso della sua carriera manageriale. Di fatto Bando ha esitato troppo nell’offrire un contratto a Molitor indicandolo come un semplice battitore designato, quindi Molitor ha firmato con i Toronto Blue Jays e nel 1993 è stato nominato MVP delle World Series alla faccia di Sal Bando. Nel 1999, Dean Taylor gli succederà come GM.

Sal Bando è ancora il leader di tutti i tempi di Oakland nelle partite giocate (1410) e negli RBI (789), mentre si classifica secondo nelle extra-base (422), nelle valide (4991) e nelle basi totali (2107), e terzo nei run (725). Inoltre, la sua figura è comparsa è spuntata magicamente in un episodio de I Simpsons!

Nella puntata in questione, Bart Simpson, Milhouse e Nelson decidono di dipingere i numeri civici delle case sui marciapiedi per guadagnarsi qualche soldo. Ma mentre con una bomboletta spray stanno marcando la casa di Bart di 742 Evergreen Terrace, Homer esce e li manda via dicendo loro che non avrebbe pagato un centesimo per quel lavoro. Così Bart interrompe la scritta al “74” e Homer la conclude a modo suo scrivendo “74 Oakland A’s-best team ever”.

Caso vuole che nello stesso istante una macchina scapottata guidata da Sal Bando, che trasporta altri giocatori degli A’s campioni nel ’74, passa davanti alla casa dei Simpson e Gene Tenace esclama:

“Look, that guy remembers us! Hey, Sal Bando, give him a ’74 A’s ‘thank you’ honk!” (Guardate, quel tizio si ricorda di noi! Coraggio Sal Bando, suonagli il clacson per ringraziarlo nello stile degli A’s del ’74!)

Bando gli fa una doppia strombazzata e riparte sgommando per la soddisfazione di Homer. Quindi se Homer Simpson ricorda con gioia il nostro paisà Salvatore, noi di 108 baseball non potevamo di certo lasciarlo passare senza omaggi.

Ciao Sal, stacci bene!

@AlexCavatton sport addicted dal 1986
Amministratore di Chicago Bears Italia
Penna di Huddle Magazine dal 2018
Fondatore di 108 baseball su Cutting Edge Radio

Autore dei progetti editoriali:
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