Lord of The K’s

I 73 HR di Barry Bonds, le 56 partite consecutive con almeno una valida di Joe Di Maggio, le 262 hit in una stagione di Ichiro, il 400 di BA di Ted Williams.

Numeri che raccontano la storia del baseball definendo la grandezza, l’essenza, di lunghi percorsi che culminano nell’immortalità.

Succede però che una di 162 diventi qualcosa di mai visto.

St. Louis 1886

Dead Arm Sweeney

HamFat Dolan

Only This and Nothing More

Delle prestazioni sottotono. Gli sfottò in clubhouse che degenerano in una furiosa lite. La resa dei conti tra i due, una volta amici. Il rilascio di entrambi da parte dei St Louis Maroons. Una serata finita a revolverate in una taverna della città del Missouri. La nuova avventura con i Syracuse Stars della International League. Due partite e una media ERA di 4.85. L’inizio della fine.

Boston 1986

Nel Draft dei 1983 i Red Sox scelgono con la 19 assoluta un giovane pitcher Texano (in realtà originario dell’Ohio ma cresciuto a Houston) che scala le minor con la stessa velocità con cui le sue fastball mettono in imbarazzo i battitori che si frappongono tra lui e la voglia di raggiungere la Big League. Nell’86, dopo sole tre stagioni, The Rocket è già l’ace di una squadra che punta a vincere il titolo e che ha tutto per farlo.

La fine della storia, ovviamente, la conoscete già.

L’MVP a Clemens, primo pitcher dal 71 a vincere il premio, il primo posto della AL East, la rimonta con i California Angels dall’ 1-3. Le World Series contro i Mets del Doc e di DJ, raccontate meravigliosamente nel capolavoro di Jeff Pearlman “The Bad Guys Won”. Le prime due W al Shea che sembrano mettere fine alla maledizione del bambino e lo champagne già pronto nella clubhouse quando mancano un paio di out alla fine di gara 6 ed al primo titolo in 68 anni. Bill Buckner, riposa in pace, e il vantaggio per 3-0 in gara 7.

La disperazione e la maledizione.

Ancora.

7 Giugno 1884

Charles Sweeney è un giovane talentuoso pitcher originario della West Cost. Gioca da una stagione nei Providece Grays della NL formando con Charles “Old Hoss” Radbourn un one-two punch tanto efficace sul monte quanto incompatibile all’interno clubhouse. I due non si sopportano, la gelosia li logora ma allo stesso modo, almeno inizialmente, li spinge a rispondere l’uno alle prestazioni dell’altro.

Siamo agli albori del baseball organizzato. La confusione regna ancora sovrana. Squadre e leghe nascono e spariscono nello spazio di una primavera e la “fusione” con l’AL arriverà solo 19 anni dopo. Providence è in corsa per il pennant della neonata NL, figlia della National Association, e deve affrontare una serie di 7 sfide con i Boston Beaneaters, una delle prime dinastie del baseball professionistico e progenitori degli attuali campioni del mondo di Atlanta prima Boston e poi Milwaukee Braves.

Nella prima sfida, per Providence, lancia Charles Radbourn. La partita, dopo 16 interminabili inning, finisce con il punteggio di 1-1.

Il giorno seguente è il turno di Sweeney.

Il risultato rimane bloccato sullo 0-0 fino al 5° quando Manning, esterno di Boston, manca una presa al volo che permette ai Grays di prendere il comando. L’errore si rivelerà decisivo perché sul monte Sweeney mette in piedi un vero e proprio show fatto di fastball e curve che disorientano gli avversari. Alla fine della serata i K saranno ben 19, un record per 9 inning.

Nessuno dei 7500 spettatori in visibilio presenti al South East Ground di Boston può immaginare che quella serata rimarrà unica per ben 102 anni, anche perché, curiosamente, Hugh Daily pareggerà il record solamente un mese dopo ma ad un livello di competizione inferiore e quindi, diremmo oggi, il risultato “non viene omologato”.

La stagione di Providence nel frattempo, prende una piega inaspettata. Boston vince le successive partite, Sweeney, infortunato, si deve fermare. Radbourn, indispettito e aggravato dal “peso” di dover sopperire all’assenza del compagno/nemico in rotazione, chiede un aumento salariale che non arriva. Gelosie, sospensioni, il rientro forzato di Sweeney che ad un certo punto si rifiuta di scendere dal monte in una partita che sta vincendo con Philadelphia.

L’esclusione delle due star e l’impossibilità di competere.

Bancroft, il manager della squadra, capisce di dover concedere qualcosa ad almeno uno dei suoi due ace.

La scelta cade su “Old Hoss” Radbourn a cui viene riconosciuto l’aumento tanto desiderato. I Grays vincono 41 delle ultime 51 partite, Redbourn chiude la stagione con 60 W e Providence conquista il secondo titolo della storia dopo quello del 1879. Il 1884 sarà anche quello delle prime Interlegue postseason Series. Alla fine della stagione infatti Providence sfiderà i NY Metropolitans della American Association in una serie di 3 partite che vedrà i Grays trionfare trascinati dalle tre prestazioni monstre sul monte di Radbourn e dal primo fuoricampo delle “World Series” di Jerry Denny, deciso per la vittoria di Providence in gara 2.

Sweeney, nel frattempo, saluta con un record di 17-8, una ERA di 1,55 e una Whip di 0.824, la migliore della NL.

Ad accoglierlo a braccia aperte ci sono St Louis e la Union League. Il contratto è praticamente identico a quello che i Grays hanno appena fatto firmare a Redbourn.

San Francisco 15 Luglio 1894

Dopo una prima stagione stellare con I Maroons nel 1887 Sweeney è praticamente fuori dal baseball organizzato.

L’infortunio al braccio, lo stesso che gli aveva causato problemi due anni prima, un carattere difficile, e il litigio nella clubhouse sono troppo anche per quel periodo pionieristico e sicuramente più permissivo.

Carriera praticamente finita a soli 24 anni.

Figlio della West Cost decide quindi di tornare a casa. Qualche sussulto come 1B e poi SS nella California League per poi passare dietro il piatto come Umpire. il The Battery, locale di discreto successo gestito con l’amico James McDonald di cui sposerà la sorella. Poliziotto, anche se per poco. Infine al servizio di King McManus, gangster della Bay Area.

La sera del 15 Luglio del 1894 Sweeney è con il fratello del Boss, Con McManus. Due bicchieri di troppo, un litigio e qualche buffetto. La situazione degenera, Sweeney tira fuori il revolver e fredda Con.

Si becca 8 anni di prigione. Ne sconterà 3 e mezzo ma la libertà riconquistata, come tutte le gioie della sua vita, sarà solo passeggera.

Sweeney morirà infatti di tubercolosi il 4 aprile del 1902.

Boston, Aprile 1986

E’ la sera del 29 Aprile a Boston. Gli avversari di giornata sono i Seattle Mariners. Sul monte, per i padroni di casa, c’è Roger Clemens

Per chiudere il primo inning servono 21 lanci, tanti, ma arrivano comunque 3 K. Spike Owen colpisce la prima valida per gli ospiti, Clemens non si scompone e da quel momento diventa ingiocabile collezionando 8 strike out consecutivi, un record per la AL. La striscia si ferma quando lo stesso Spike Owen, che evidentemente non vuole partecipare al massacro, colpisce una palla all’esterno centro che si trasforma in un facile out al volo. Poco dopo Gorman trova l’HR dell’1-0 per i Mariners ma i Red Sox non si fanno impressionare e rispondono con un inning da tre punti. Quando si entra nella 9° ripresa è chiaro che Clemens non abbia tenuto il contro degli strike, saliti nel frattempo a 18. Gedman, il catcher di Boston, decide così di mettere a conoscenza del possibile record il giovane pitcher, convinto che questo possa aggiungere qualche miglio ai razzi lanciati per tutta sera dal giovane ace.

Il primo avversario da fronteggiare è Owens, ancora lui.

Lo SS si deve arrendere. E’ il diciannovesimo K

Il battitore successivo è Bradley, già andato al tappeto 3 volte.

La 4a è quella del record.

Roger Clemens delivers a pitch against the Seattle Mariners enroute to his 20 strikeout performance April 29, 1986

Clemens impazzisce.

Il pubblico di Boston impazzisce.

Come 102 anni prima quando, inaspettatamente, un giovane pitcher di San Francisco aveva eliminato i beniamini di casa, uno dopo l’altro, per poi soccombere alla vita, facendosi trascinare nell’abisso dai propri demoni.

Ora come allora, una di 162, un po’ diversa dalle altre.