Dear Yankees…

Dear NY Yankees,

I Padres vinceranno una World Series prima di voi.

In un lunedì da sogno per i tifosi di una delle città più perdenti d’America AJ Preller ha scambiato mezzo farm system per tentare l’assalto definitivo ai Dodgers ed alla National League. Basterà? Non ne ho idea. Ma sono sicuro sia la mossa giusta dopo anni di crescita e firme importanti.

Nel frattempo nel Bronx, ad oltre 4000 giorni dall’ultima Fall Classic, temporeggiano. Indecisi se rifirmare LeMahieu, semplicemetne il miglior secondo base della lega. In attesa di capire chi salirà sul monte oltre a Gerrit Cole.

Da tifoso Red Sox dovrei essere poco interessato alle faccende di casa Steinbrenner e inverce schiumo. Impazzisco nel vedere l’immobilismo di una franchigia che negli ultimi anni ha ripetuto sempre gli stessi errori, dopo essere uscita brillantemente da un periodo difficile. Sembrano aver perso il coraggio necesario per fare l’ultimo passo, quello che fa la differenza tra il successo e l’ennesimo fallimento.

Nel 2016, a 108 anni dall’ultimo titolo, Theo Epstein spedì a NY Gleyber Torres per 6 mesi di Aroldis Chapman. L’ex deus ex machina dei Red Sox dopo aver smantellato e ricostruito la squadra sacrificò uno dei pezzi più pregiati del suo “vivaio” per dare l’assalto ad un titolo che mancava nel north side da oltre un secolo “perchè lo doveva ai suoi giocatori”.

Nel 2017 Jeff Lunow, alloraGM degli Astros, andò all-in a trade deadline praticamente conclusa scambiando il terzo, il nono e l’undicesimo prospetto del farm system per Justin Verlander.

I Boston Red Sox del 2018 sono stati costruiti sacrificando tutto il scrificabile in nome del 4° titolo negli ultimi 20 anni.

Mission accomplished!

I Dodgers campioni nel 2020 hanno rappresentato uno dei pochi esempi, costato milioni di dollari e cocenti delusioni, di squadra competitiva con un top5 farm system.

I Padres, come detto, dopo anni di mediocrità e accumulo di talento, hanno prima firmato Machado, poi scambiato futuribilità  per Clevinger e adesso portato nel sud della California due ace in grado di contrastare lo strapotere di LA.

Tampa, che pure non si è mai potuta permettere spese folli, si è sempre mostrata squadra aggressiva sul mercato, al grido di “la possima  sarà la trade che svolterà i destini della franchigia”. Nell’ultima offseason, seguendo questo principio, hanno impacchettato uno dei futuri ace della lega, Matt Liberatore, in cambio di un esterno che sembrava non poter mantenere le promesse.

La postseason di Arozarena è storia, seppur all’interno di una stagione anomala.

L’assioma che ne deriva è che se vuoi arrivare all’anello ci sono due strade: i soldi od il coraggio, quello di sacrificare il domani per vincere oggi, fottendosene della mediocrità che seguirà. Chi mi ascolta su 108 avrà sentito questo concetto espresso mille volte. Alla trade deadline del 2019, dopo TRE partite, nel 2020. Adesso!

Nel 2020 i Bombers hanno deciso di restare con Deivi Garcia e di non sacrificare (probabilmente a ragione) Jasson Dominguez, il marziano, o altri prospetti, convinti che nella postseason il materiale umano a disposizione sarebbe stato sufficiente per arrivare a giocarsi le World Series. Corti sul monte e  traditi da bullpen e mazze sono sati eliminati in una drammatica gara 5 del ALDS con un beffardo 2-1 sintesi di un fallimento annunciato.

L’offseason del baseball, sempre piuttosto quieta, ha già subito qualche scossone delineando alcuni dei valori che caratterizzeranno le prossime stagioni.

Di Lindor ai Mets ne avete letto su questo sito. Lance Lynn ai Sox, nonostante la scelta discutibile di LaRussa come manager, è un upgrade significativo, arrivato grazie al sacrificio di uno dei migliori prospetti del South Side, Dane Dunnig. I Nats, campioni del 2019, hanno messo in prima Josh Bell dando a Pittsburgh, squadra in perenne ricostruzione, l’ennesima dose di prospetti. I Dodgers, che potrebbero non far nulla, sono coinvolti all’interno di qualsiasi rumor, incluso quello su DJ LeMahieu.

I Bombers, con i loro 27 titoli e 4000 giorni di astinenza, stanno a guardare, inspiegabilmente indecisi sul da farsi.

Dovrei essere felice, ma non lo sono. Forse perchè vedo negli Yankees gli stessi problemi che oggi caratterizzano Boston, seppur con basi di partenza molto diverse ma lo stesso punto d’arrivo. Tornare a vincere.

Due grandi organizzazioni che non riescono a lasciarsi alle spalle un passato glorioso più o meno recente per fare, molto semplicemente, la cosa giusta.

A Boston la rivoluzione, a New York l’ultimo passo.

Do The Right Things

With Love

Andrea